La lettera del vescovo Dante

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Cose da fare con testa, cuore e mani

La richiesta di papa Francesco è al tempo stesso chiara e concreta. La vita spirituale domanda un fondamento, una base che sta nello sguardo stesso di Dio, nella sua misericordia che viene sperimentata come dono e non certo come guadagno o merito.

La storia della teologia cristiana ha imparato poco alla volta a purificare anche quest’ultimo aspetto, spesso arenato in una logica troppo retributiva e materiale. Già S. Agostino ringraziava il Signore perché ha trasformato i suoi doni in nostri meriti, riportando davvero tutto alla sua prima radice. Resta pur vero che allo stile cristiano non bastano né le intenzioni né le parole.

Ecco allora il richiamo alle “opere di misericordia”, nate dalla celebre pagina di Matteo 25 laddove Gesù immagina l’articolazione del giudizio finale su gesti e atteggiamenti concreti, al limite dell’inconsapevole, perché il Signore si nasconde negli ultimi e in coloro che sono indifesi.

La tradizione presenta due serie di opere, abbastanza abbinabili.

Opere di misericordia corporale                              logo giubileo

  1. Dar da mangiare agli affamati.
  2. Dar da bere agli assetati.
  3. Vestire gli ignudi.
  4. Alloggiare i pellegrini.
  5. Visitare gli infermi.
  6. Visitare i carcerati.
  7. Seppellire i morti.

Opere di misericordia spirituale

  1. Consigliare i dubbiosi.
  2. Insegnare agli ignoranti.
  3. Ammonire i peccatori.
  4. Consolare gli afflitti.
  5. Perdonare le offese.
  6. Sopportare pazientemente le persone moleste.
  7. Pregare Dio per i vivi e per i morti.

Qui sono proposti alcuni punti che possono aiutare a prendere familiarità con indicazioni in buona sostanza ancora molto valide.

Quando in gioco c’è la sopravvivenza

I fratelli, gli amici, gli stranieri, gli antipatici e i poveri, come quelli che abbiamo nel cuore, non sono numeri né immagini. Sono realtà concrete, storie e corpi, esperienze vitali. Per questo misericordia è anche andare incontro, ospitare, assistere, prendersi cura dei limiti, delle fragilità e delle precarietà. Certo se ne occupa qualcuno (il medico, la Caritas, il prete…), ma è “opera” di tutti, nelle mille sfumature in cui la fragilità interpella la coscienza, ad ogni età.

  • Dar da mangiare agli affamati.
  • Dar da bere agli assetati.
  • Vestire gli ignudi.
  • Alloggiare i pellegrini.
  • Visitare gli infermi.
  • Visitare i carcerati.
  • Seppellire i morti.

Quando il tuo fratello chiede più del pane

caravaggio-sette-opere-di-misericordia2L’uomo non è solo ciò che mangia. L’uomo conosce in sé limiti e bisogni più grandi, spesso dettati da altre fami e seti che non sono solo fisiche. Spesso l’interferenza più grave che rende una vita fragile e precaria non sta nelle disponibilità materiali o nel reddito.

Ecco allora emergere altre dimensioni che hanno a che fare con il cammino più profondo dell’uomo, compresi l’errore, l’incertezza, il peccato, l’ingiustizia subita da innocenti. Chi desidera la misericordia, ne sente il fascino positivo e costruttivo, può incamminarsi in questo sentiero e costruire relazioni più libere, più vere, più piene di fiducia e di sostegno. Ad ogni età.

  • Consigliare i dubbiosi.
  • Insegnare agli ignoranti.
  • Ammonire i peccatori.
  • Consolare gli afflitti.

Quando occorre andare oltre le cose che si vedono

Certe cose hanno in noi dei riverberi pesanti. Inizialmente meditiamo vendetta oppure reagiamo perché attaccati e offesi. Anche il nostro organismo si muove per azione/reazione e trasforma paure e minacce in moti di difesa. La misericordia sa riprendere, rivedere le cose, collocarle sotto una luce diversa, più ampia e profonda. Certo non è facile, ma ci si può allenare: pregare per poter superare un conflitto, imparare a non chiudere con i giudizi, sopportare difficoltà od offese per un bene più grande e una fiducia più aperta.

  • Perdonare le offese.
  • Sopportare pazientemente le persone moleste.
  • Pregare Dio per i vivi e per i morti.

L’Oratorio…una tenda di misericordia

Entreremo attraverso la Porta giubilare che è segno della vita cristiana legata al mistero di Cristo, “porta delle pecore”. Il Giubileo ci richiamerà alla cura per la nostra vita spirituale e alle attenzioni di stile in comunità, in famiglia, ovunque.

Ecco alcuni strumenti che il Giubileo propone anche ai giovani:

Ascolto

Ascoltare il Vangelo che ci ricorda che noi per primi siamo destinatari della misericordia: la nostra vita è voluta gratuitamente. Ma ascoltare anche gli altri, dare spazio a relazioni nuove, purificare le pretese e le frette eccessive.

Le opere di misericordia

Papa Francesco le affida ai giovani e chiede di sceglierne due al mese come allenamento alla vita buona, concreta, operativa secondo il Vangelo, nello stile di Beati noi!

La preghiera

Pregare non è né facile né immediato. Per molti è tempo perso, una pratica magica, inutile. Prova a pregare sul serio: fai esperienza del silenzio, ascolta qualche brano del Vangelo, impara a lodare e ringraziare, sentiti libero anche di chiedere. Entra nello spazio della preghiera come nell’intimità di ciò che è fondamentale, serio, libero.

La confessione

Difficile, rarefatta, assente finchè non se ne coglie il senso più profondo: è celebrazione della fiducia, inizio di nuovo cammino, dono di nuove forze e nuovi sguardi. Più attendi, più il male e le occasioni sprecate o rubate che costituiscono il peccato, rendono rigida e indifferente la tua vita.

Passare dal vecchio al nuovo

Ecco gli itinerari proposti dalla FOCr per vivere il Giubileo della misericordia in Oratorio e non solo.

La Mappa della MisericordiaMappa della Misericordia

Papa Francesco rilancia in preparazione alla GMG l’esercizio delle classiche opere di misericordia che la tradizione consegna ai cristiani. Queste opere che cosa suggeriscono? Quali spazi sono proponibili oggi ai ragazzi degli Oratori?

La mappa aiuta i giovanissimi a orientarsi nei codici della misericordia, comprendendo che non si tratta di una parola astratta, ma di un dono che viene dall’alto e che domanda scelte concrete.

SCARICA LA MAPPA DELLA MISERICORDIA

Password: Cammini di Giubileo

Proponiamo agli Oratori di camminare verso una delle quattro chiese giubilari in diocesi costruendo un itinerario che da casa giunge sino a varcare la porta giubilare, per poi ritornare ai luoghi di vita assumendo uno stile di misericordia. È possibile scegliere la chiesa giubilare più vicina, contattare alcuni oratori che si sono resi disponibili e concordare la partenza, quindi muoversi verso la porta giubilare e vivere un momento celebrativo adattabile alle circostanze e al target dei ragazzi. Nel sussidio vengono posti in evidenza oltre al tema della misericordia le simbologie proprie dell’anno santo: il cammino, la porta (immaginata come una password che immette nella logica dello stile di Gesù), le scelte e gli stili di vita nuova.

Qui si può scaricare la guida alle celebrazioni.

Qui si può scaricare il pieghevole “password”

confessioneNon dire sono giovane

Una scheda che accompagna i più giovani nella celebrazione del sacramento della riconciliazione, dentro la collana dedicata alla vita spirituale giovanile. Sono disponibili in FOCr o cliccando qui.

Banner e poster

Banner verticale BOZZA PREVIEWDedicati all’anno santo della misericordia, misurano 220 x 80 cm con sviluppo orizzontale o verticale al costo di € 90,00 (IVA compresa).

Sono ordinabili anche personalizzato contattando la segreteria della Federazione Oratori.­

Ecco i modelli:

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Altro materiale diocesano

Il materiale sotto indicato è disponibile SOLO su prenotazione (da fare presso liturgia@diocesidicremona.it o tel. 0372/495011) e da ritirare presso l’Ufficio Pastorale giovanile – Focr. La consegna del materiale prenotato avverrà contestualmente al pagamento.

La preghiera del Giubileo (€ 0,05 cad.)

La preghiera per i malati e per gli anziani (€ 0,15 cad.)

 

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