Nella diocesi di Como le chiamano settimane “Sicomoro”. A raccontarle è stato anche il film “Qui è ora” (http://www.focr.it/formazione/docufilm-oratori/), prodotto da Oratori della Lombardia e Fondazione Ente Spettacolo, e anche a Cremona il Centro Diocesano Vocazioni ha deciso di adottarle come modello. Di cosa si tratta? «È una proposta di settimane residenziali rivolta agli adolescenti» spiega l’incaricato di pastorale vocazionale don Davide Schiavon. «Da ottobre a febbraio alcuni ragazzi delle scuole superiori segnalati dai parroci per una particolare sensibilità spirituale, in gruppi di 6 o 7 persone, trascorreranno quattro giorni al mese, dal lunedì al giovedì, in uno dei due centri individuati per questo scopo: la parrocchia del Migliaro e quella di Dosimo».

In quei quattro giorni continueranno ad andare a scuola, ma anziché tornare a casa, rientreranno nella piccola comunità dove ad accoglierli ci saranno alcune coppie di coniugi che hanno dato la disponibilità ad accompagnarli in questo cammino e alcuni consacrati, sacerdoti o suore, che staranno con loro e guideranno le attività quotidiane. «Ci sarà spazio per lo studio, ma anche per attività come l’ascolto della Parola, il confronto e la condivisione della proprie esperienze di fede, la celebrazione della Messa e l’ascolto di testimonianze significative».

La proposta si rivolge a ragazzi e ragazze e – spiega ancora don Davide – non si propone di dare risultati immediati, ma guarda al lungo periodo. Si tratta di adolescenti, e i frutti di queste esperienze si vedranno più avanti. Dunque non si tratta di una proposta orientata a chiamate particolari, ma una proposta di «vivere la propria esperienza cristiana in modo più intenso» per leggere la propria crescita e la propria vita in un’ottica di vocazione. Anche quella matrimoniale,
non necessariamente quella che porta in seminario o ad una consacrazione.

Anche se la crisi delle vocazioni che anche nella diocesi di Cremona si manifesta è una delle urgenze su cui questo periodo storico richiama l’attenzione della Chiesa: «Io credo – riflette don  Schiavon – che il buon Dio chiami sempre: il problema sta nella risposta. In questo momento di generale aridità spirituale la chiamata che si sente rischia di far sentire in chi la sente un senso di solitudine. È quello che impedisce di dire sì». Per questo il modello delle settimane “Sicomoro” diventa un’occasione per uno sguardo più libero e sincero sulla propria vita spirituale: «Incontrandosi in un luogo diverso dalla propria casa, persone che sentono questa presenza di Dio nella loro vita, possono parlarne tra loro. Così non si sentono “casi isolati”, ma sperimentano che si tratta di uno sbocco naturale per una vita di preghiera e appartenenza alla Chiesa. Per questo – conclude don Schiavon – senza indirizzare verso scelte precise, e con uno stile adatto all’età, vorremmo far cadere il dubbio in loro che Dio chieda troppo o tenda dei tranelli, e aiutarli a riconoscere che, anzi, è proprio la sua voce a indicare a ciascuno la propria strada».

A breve scaricabili qui sotto tutte le informazioni dell’anno 2019-2020.

 

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