In questa pagina vengono ordinati i materiali utili per affrontare l’inserimento di figure retribuite in Oratorio e a servizio della Pastorale giovanile. Tra risorse 20-30enni inserite grazie alle annualità del progetto regionale Giovani insieme e altre forme che coinvolgono professionalità retribuite, il panorama si rende complesso anche in Diocesi di Cremona. Alla questione abbiamo dedicato alcuni passaggi che negli scorsi anni hanno fatto crescere una sensibilità, messo a fuoco alcuni problemi anche di senso e di prudenza, perfezionato alcuni passaggi necessari. Questa la situazione in Diocesi.

Per una rilettura della situazione in Diocesi, leggi le pagine che il Mosaico di gennaio-febbraio 2020 dedica alla questione.

Il progetto diocesano di riferimento

Premessa

La Diocesi di Cremona riconosce nella realtà dell’Oratorio una scelta educativa di prim’ordine che riceve dalla tradizione e che si impegna a rimodulare, rinnovare ed aggiornare in base al vissuto concreto delle proprie comunità, alle mutate condizioni dell’educare e alle risorse disponibili ed integrabili sul territorio. Tramite la scelta dell’Oratorio, debitamente integrata con il complesso di azioni che prendono il nome di pastorale giovanile e con la dovuta attenzione al territorio e al dialogo con le altre agenzie educative, la Chiesa cremonese ribadisce la propria scelta educativa come primaria e diretta, ne mantiene la titolarità piena, si impegna a mettere in campo le proprie migliori energie e risorse perché non manchi l’annuncio della fede e dell’educazione cristianamente connotata alle nuove generazioni.

Nuove sfide socio-educative e mutate condizioni ecclesiali inducono ad un ripensamento dell’Oratorio che da un lato vede contrarsi certi spazi di azione, dall’altro è provocato da novità che non possono essere disattese. Si profilano così inedite sfaccettature dell’emergenza educativa e livelli di pensiero e azione più complessi che mettono in discussione i linguaggi dell’annuncio della fede e le condizioni stesse della relazione educativa.

In estrema sintesi l’Oratorio è riassumibile nella sua identità e missione più profonde come la prossimità educativa della comunità credente : al variare dei fattori in gioco (dalla presenza di figure educative alla ferialità, dai linguaggi espressivi al tempo dei ragazzi e delle famiglie, dalla sempre più marcata problematica dell’adesione di fede alle condizioni di accresciuta fragilità in età evolutiva e nei contesti familiari…) deve sorgere una precisa domanda di responsabilità in capo proprio alla comunità cristiana.

Nel frattempo, la costituzione sempre più capillare delle Unità pastorali e la ridefinizione sociologica della popolazione giovanile sollevano altrettante domande di senso e di pertinenza della forma oratorio.

I soggetti educanti

Come puntualizzato con efficacia dalle Linee progettuali 2009 , il soggetto educante è la comunità cristiana che si avvale di alcune figure-chiave che ne incarnano vocazioni e ministeri: in primis le famiglie, i sacerdoti, i religiosi e i catechisti; in secondo luogo tutte le altre ministerialità che di fatto servono i tempi e i modi dell’Oratorio, dalla ferialità alla proposta sportiva, dall’associazionismo alle svariate declinazioni del volontariato giovane-adulto.

Negli ultimi tempi e in ragione del combinarsi di diversi fattori (calo numerico dei sacerdoti dedicati, aumento della competenza educativa richiesta, ferialità faticose e altri aspetti dell’emergenza educativa…) si sono profilati inserimenti via via più strutturati di figure educative anche retribuite. Queste ultime sostengono, completano e rafforzano, senza mai potersi sostituire, la competenza e la titolarità pastorale della comunità, dei suoi adulti e dei suoi pastori.

L’Oratorio resta pertanto atto e scelta pastorale, nella coscienza di potersi e doversi avvalere anche di queste figure, laddove il discernimento della comunità lo indichi come scelta plausibile. L’Ufficio diocesano per la Pastorale giovanile accompagna questo discernimento e si preoccupa di sottrarlo a particolarismi del momento, garantendo un respiro progettuale più ampio.

Le tipologie di inserimento educativo

Rispetto alle forme di puro volontariato (che rispondono alla mens più originaria di assunzione del fatto educativo), la Diocesi di Cremona cura attraverso l’Ufficio per la pastorale giovanile la formazione e la promozione di figure educative professionali o legate al mondo cooperativo o liberi professionisti, previa condivisione del mandato esplicitamente pastorale che configura l’educare in Oratorio: una condivisione che non può prescindere dai codici di riferimento (anche teologici e di fede) che l’Oratorio impiega quando educa, secondo il proprio specifico progetto educativo.

È cura dell’Ufficio diocesano predisporre in concerto con le Cooperative di area e con altri soggetti gli adeguati percorsi formativi, la supervisione e la verifica delle presenze educative retribuite, accanto alla più generale offerta formativa per tutti gli educatori. Va ricordato che anche a livello nazionale e lombardo esistono una riflessione destinata a crescere e prassi interessanti.

Le condizioni imprescindibili per l’inserimento

Elenchiamo alcune condizioni essenziali per l’avvio e il mantenimento degli inserimenti educativi retribuiti:

  • una valutazione ponderata della situazione, in stretto confronto con la Diocesi e l’Ufficio per la Pastorale giovanile; detto in domanda: quali priorità educative e quali investimenti?
  • una condivisione con gli Organi di partecipazione della comunità o Unità pastorale, in particolare il Consiglio pastorale, quello per gli Affari economici e la Commissione per la Pastorale giovanile; sarà essenziale coinvolgere anche il gruppo educatori, ovvero l’insieme di quelle figure educative che insistono sull’Oratorio e ne qualificano l’azione; sarà essenziale che l’educatore inserito partecipi ai momenti di confronto, formazione e spiritualità del gruppo educatori; detto in domanda: le figure retribuite restano sole o sono inserite nel gruppo educatori? È chiaro il ruolo insostituibile e non delegabile degli adulti e dei giovani che desiderano educare a nome della comunità cristiana?
  • una definizione del mandato (compiti, relazioni fondamentali, impegno, tipologia contrattuale) con cui si ingaggia la figura retribuita, e il suo inserimento nel progetto educativo dell’Oratorio o degli Oratori coinvolti; detto in domanda: quale mandato riconosciuto sta alla base della presenza dell’educatore retribuito?
  • un’adeguata preparazione della figura retribuita perché le risultino familiari il linguaggio e la progettualità educativa oratoriani e sappia decodificarne e condividerne gli snodi portanti; detto in domanda: quale preparazione cercare e assicurare?
  • un tempo congruo di ingaggio della figura retribuita perché sia possibile avviare la collaborazione, strutturarla e verificarla; detto in domanda: per quanto tempo un investimento simile?
  • l’eventuale accesso, secondo le indicazioni diocesane, al Fondo Educatori; detto in domanda: la parrocchia / Unità pastorale si dota di un piano di investimento?
  • l’accompagnamento fiducioso e collaborativo della figura inserita da parte dei sacerdoti e degli educatori che ne condividono la responsabilità in Oratorio; detto in domanda: sacerdoti e adulti si fanno carico di questa nuova presenza?

Andrà evitata un’azione puramente isolata e di delega dell’educatore la cui presenza negherebbe di fatto tutti i presupposti per cui è plausibile un progetto educativo che sia realmente oratoriano.

Andrà anche tenuta presente la delicatezza e la profondità del profilo dell’educatore retribuito: quest’ultimo al tempo stesso è portatore di una professionalità (nel caso cooperativo inquadrata in una struttura datoriale precisa e verificata) e riceve un mandato di natura anche pastorale che non può essere elusa per la natura del contesto oratoriano di attivazione del servizio. Questa duplice fonte di mandato dovrà essere armonizzata innanzitutto dalla disponibilità dell’operatore, dalla sua intelligenza professionale e dalla collaborazione di tutti i soggetti coinvolti.

Il progetto si concretizza poi nelle varie realtà, aiutate a leggersi e a compiere passi coerenti grazie anche ad alcune attenzioni.

Vedi la lettera di presentazione della proposta per le Parrocchie e gli organi di Partecipazione

Vedi il foglio di progetto locale

Vedi le informazioni e i moduli di accesso al Fondo diocesano di sostegno agli educatori

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