1. Quella rivoluzione che si chiama “preadolescenza”

a cura di dott.ssa Paola Pighi, consultorio Ucipem di Cremona

Chi li definisce “mutanti” si riferisce a quella trasformazione che rappresenta il marchio di fabbrica della preadolescenza, che espone i ragazzi tra i 10 ed i 13 anni ad una vera e propria rivoluzione che si consuma dentro di loro.

La muta ha origine nel corpo, che annuncia in modo imminente la fine dell’infanzia e l’abbandono di una forma più esile ed asciutta per andare incontro ad una struttura di sè ignota e lontana, a cui si arriva attraversando un  lungo periodo caratterizzato da goffaggine ed incertezza.

Cambiano la voce, i lineamenti, l’altezza e la distribuzione della massa grassa e muscolare; il corpo si veste di qualche ombra o di qualche macchia da tenere nascosta per imbarazzo e vergogna, o viceversa si arricchisce di caratteri adulti che in qualche circostanza i ragazzi desiderano mostrare per poter esibire con maggior orgoglio i risultati finali di questa metamorfosi.

Il corpo diventa una macchina che si trasforma a volte con una lentezza che non consente di stare al passo con altri, altre volte con accelerate e scatti immediati e spigolosi a cui è difficile allinearsi.

Tuttavia, se la pubertà è visibile e databile attraverso i mutamenti del corpo, la preadolescenza è più estesa e richiede maggior tempo perchè i cambiamenti disarmonici possano a poco a poco essere inseriti in uno schema corporeo più sicuro e stabile, in un’immagine di sè più integra.

Dopo aver oscillato tra un corpo troppo piccolo ed uno troppo grande come “Alice nel paese delle meraviglie”, i ragazzi cercano la propria dimensione fisica e psichica attingendo ad un modo di pensare più astratto e relazionale che diventa la base del loro desiderio d’affermazione.

I preadolescenti si dimostrano tenaci nel seguire le proprie inclinazioni personali -opponendosi spesso alle aspettative familiari- cercando di far valere i propri concetti ed il proprio punto di vista per essere riconosciuti come menti pensanti.

Per la prima volta i genitori si confrontano con individui diversi da sè, con un corpo in trasformazione dotato di vitalità autonoma e di pensieri in costruzione che sfugge al loro controllo.

Se in alcuni momenti il contatto con questi bambini un po’ cresciuti è ancora caratterizzato da tenerezza e vicinanza, in altre occasioni il rapporto si carica di distanza e di opposizione: i ragazzini oscillano tra il desiderio di un abbraccio e il trincerarsi nella propria camera sbattendo la porta; tra le chiacchiere e le confidenze ed il silenzio; tra le stanze intime e sicure della casa ed il mondo fuori che iniziano a scoprire varcando i confini sicuri per esplorare territori nuovi in cui sentirsi capaci.

“Chi sono io? Quale tipo di ragazzo o ragazza voglio essere?”, si chiedono i preadolescenti guardando là fuori.

Alla risposta si avvicinano cercando un confronto alla pari con i propri amici, misurando similitudini e contrasti nel gruppo dei pari, sperando nella comprensione degli adulti rispetto alla propria incertezza.

Si muovono in bicicletta, finalmente più distanti dal proprio quartiere, con il nuovo mazzo di chiavi di casa nella tasca e raggiungono territori che iniziano ad esplorare con una mappa del tutto personale, scoprendone luoghi, persone, angoli che accendono le curiosità dei ragazzi.

Usano i social network per stare in contatto con gli amici anche quando sono a distanza, sono impegnati a seguire i loro cantanti preferiti e ricercare tra i pari altri follower ostinati che progettano di incontrare “dal vivo” sfidando le distanze geografiche -con l’approvazione dei loro genitori- per  condividere una passione da alimentare insieme.

La realtà là fuori verrà elaborata non più in solitudine, sempre meno con adulti (familiari, educatori, insegnanti …), sempre più con i coetanei.

Gli amici sono alleati con cui condividere il desiderio di avventura e di libertà, sono gruppi online ed in presenza con cui confrontare i propri modelli e le proprie esperienze ricercando il medesimo look e lo stesso linguaggio, uno stile comune e interessi da condividere per sentirsi meno soli nell’affrontare la rivoluzione interiore ed esteriore che li rende vulnerabili.

Alcuni spunti:

Guardiamoci un Film

Un ponte per Therabitia, USA 2007

Moonrise kingdom. Una fuga d’amore, USA 2012

Leggiamoci un libro sui compiti evolutivi dei preado

J.K. ROWLING, Harry Potter

R.J. PALACIO,  Wonder

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