Cos’è ODL

Il coordinamento tra gli organismi che in Lombardia si occupano di Oratori e Pastorale giovanile ha una storia alle spalle oramai più che ventennale. Lavorare insieme ha significato la possibilità di organizzare negli anni convegni di studio e stabilire accordi e collaborazioni con le istituzioni. L’esperienza dell’organismo e le sue prospettive vengono di seguito illustrate.

Per capire al meglio che cosa è la Commissione Regionale di Pastorale Giovanile (la cosiddetta ODL, il cui nome sta ad indicare “Oratori delle Diocesi Lombarde“), che raduna i responsabili di ognuna delle dieci diocesi lombarde, è bene fare un po’ di storia.

Un po’ di storia

Nell’ormai lontano 1981, alcuni incaricati della Pastorale Giovanile della Lombardia, conosciutisi ai Convegni ANSPI, hanno cominciato a ritrovarsi per condividere nell’amicizia alcune esperienze e riflessioni sulla pastorale giovanile nelle loro diocesi.

Due anni dopo, nel 1983 il gruppo si allarga e si trasforma in una commissione di riferimento della pastorale degli Oratori di tutta la Lombardia. In seguito, anche se inizialmente in modo informale, monsignor Foresti, l’allora vescovo di Brescia incaricato come vescovo delegato per la pastorale giovanile e degli oratori, condividendo la passione per i giovani, dà sempre maggiore forza e significato al ritrovarsi “privato” degli incaricati di pastorale giovanile.

Negli anni la collaborazione matura e trova in due momenti i suoi appuntamenti più espressivi. Il primo è il Grest (attività estive per ragazzi e adolescenti) che entra in tutti gli Oratori lombardi in occasione del Centenario di don Bosco con lo slogan “Il cortile dei sogni“: siamo nel 1988. Negli anni successivi saranno tanti i ragazzi e i giovani uniti e impegnati in questa colorata e vivace avventura estiva.

Il secondo appuntamento, invece, è rappresentato da alcuni Seminari di studio a livello regionale che scandiscono negli anni momenti importanti d’approfondimento e riflessione comune. Ne ricordiamo alcuni: Beati i puri di cuore (nel 1991), Educare i giovani al Vangelo della carità (nel 1992), Educare i giovani alla legalità (nel 1993), Educare i giovani alla vita secondo lo spirito (nel 1994), Il patto educativo: un dialogo possibile tra politiche giovanili e la pastorale giovanile (nel 1997), Affetti e sessualità tra gli adolescenti, (convegno in collaborazione con la Pastorale famigliare, vocazionale, scolastica e per la catechesi, nel 2000).

La fine degli anni ‘80 e l’inizio degli anni ‘90 è anche il periodo della stesura dei primi progetti di pastorale oratoriana e giovanile: quello di Cremona nel 1986, quello di Como nel 1987, quello di Brescia nel 1988, quello di Bergamo nel 1991… e poi via, via anche le altre diocesi.

Oggi l’esperienza continua e molto bene. Ci si incontra regolarmente una volta al mese, il giovedì pomeriggio, a Bergamo.

Composizione e obiettivi

La commissione è formata da tutti i delegati diocesani di pastorale giovanile, da alcune religiose e laici, dal delegato di pastorale giovanile dei Salesiani ed è presieduta dal Vescovo delegato di pastorale giovanile della Conferenza episcopale lombarda, attualmente monsignor Francesco Beschi, Vescovo di Bergamo. C’è la volontà, da sempre, di dare più spazio ai laici, ma le riunioni pomeridiane non facilitano questa partecipazione…

La passione per la Chiesa e per i giovani è il nostro motore, è ciò che ci spinge a ritrovarci sempre on entusiasmo e nonostante le difficoltà, anche geografiche.

Il compito dell’ODL è più che altro un lavoro di riflessione, di condivisione di quanto la pastorale giovanile debba fare per far incontrare il Signore ad ogni ragazzo e giovane delle nostre diocesi. L’essenziale è credere che insieme si può lavorare bene affinché la questione giovanile non sia un problema da risolvere, ma un luogo in cui la fede della Chiesa possa mostrarsi.

In questi ultimi anni, anche tramite il confronto diretto con le altre pastorali (catechesi, scuola, Caritas, vocazioni…), abbiamo affrontato insieme diverse tematiche, nella consapevolezza che i giovani sono un “tema” trasversale in molte attività della comunità cristiana.

Sono stati incontri che hanno avuto come momento centrale l’ascolto ed il confronto in vista di una sempre più concreta collaborazione. Siamo convinti, infatti, che il collaborare comincia con il conoscersi, il guardarsi in faccia, il dirsi cosa si fa, il pensare insieme …. il tutto perché al centro ci sono i giovani nella loro globalità! Insieme si vuole lavorare affinché ogni esperienza giovanile, ogni oratorio, ogni spazio formativo della comunità cristiana diventi quel “laboratorio della fede” di cui oggi spesso si parla: «uno spazio di incontro tra Dio e l’uomo, una palestra di vita cristiana che prende sul serio e aiuta a capire i modi di esprimersi dei giovani e le loro domande e a lanciarle oltre le piccole risposte comode di una società ripiegata su se stessa o su un vangelo ridotto a galateo».

I rapporti con le istituzioni

Un altro dei principali temi affrontato in questi anni è stato sicuramente quello relativo al rapporto e alla collaborazione con le istituzioni pubbliche ed in particolare quelle che si occupano di politiche giovanili; dialogo che ha portato all’emanazione di un Protocollo d’Intesa con la Regione Lombardia, tradottosi poi in legge regionale (L.R. n. 22/01): in essa c’è il riconoscimento della funzione educativa e sociale degli oratori ed ora anche l’attribuzione di fondi per la formazione degli educatori ed il sostegno ad iniziative e progetti diocesani rivolti allo studio ed al monitoraggio della realtà giovanile.

Questo accordo è stato certamente un tassello importante all’interno dell’impegnativo compito di “costruire un patto educativo tra i diversi soggetti, riconoscendo pari dignità a tutti, pur nella diversificazione di funzioni, ruoli e compiti istituzionali” da parte dell’istituzione pubblica. Come comunità cristiana siamo moralmente interpellati e coinvolti in questo progetto, non possiamo sicuramente sottrarci.

 

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