Un Cortile aperto sui sogni di Dio

L’idea: per camminare insieme

La Chiesa cremonese si imbatte quest’anno nel quarto discorso del Vangelo di Matteo. Lo si chiama di solito “discorso comunitario” e viene dopo quello della montagna, quello missionario e quello parabolico. Non è un manuale sintetico sulla chiesa, ma uno spazio in cui Gesù condivide degli affondi molto forti sullo stile di vita dei suoi discepoli… Quelli che nei secoli avrebbero costituito il gruppo dei suoi seguaci… quanti si sarebbero identificati in lui. Dunque non gli altri.. nemmeno i grandi della storia, bensì… noi.

Qui Gesù si permette di alzare l’asticella, come già aveva fatto quando aveva pronunciato il pezzo più forte dei suoi inizi, quello delle beatitudini. Ora riprende il filo, immaginando di aver davanti non qualche solitario in ricerca, ma una comunità, una assemblea, delle famiglie che hanno fatto delle scelte. E cosa dice loro? Che c’è un bisogno straordinario di rapporti umani riconciliati, liberati, di persone capaci di cercare gli altri, stanarli dall’isolamento in cui li spingono la personale fragilità e la sudditanza al male, spesso straordinariamente efficace nel suo fascino di potere.

Immaginiamo che questo quarto discorso sia rivolto anche ai nostri Oratori e ai percorsi di pastorale giovanile che riusciamo a condividere e proporre. Ci ricordiamo la grande metafora da cui don Bosco è partito: perché serviva nella Torino di metà ‘800 un cortile in cui tornare a sognare in grande, e credere che l’analfabeta potesse imparare a scrivere e quindi sopravvivere con dignità… che il disoccupato giovanissimo potesse imparare un mestiere e quindi non diventare schiavo del potere di turno… che ad ogni figlio di Dio fosse restituita una speranza più grande della sola marginalità.

Un cortile, dunque. Un luogo in cui incontrarsi e incontrare qualcuno di significativo, capace di sogni grandi e forti, liberanti. Perché nel suo cuore c’è il Vangelo di Cristo. Crediamo ancora in questo sogno e crediamo non sia una semplice utopia né un miraggio d’altri tempi. In questo cortile dei sogni si può continuare a imparare un umanesimo vero, reso concreto dalla dedizione di adulti e giovani educatori: certo mai perfetti, ma animati dalla passione per l’umano. Qui si può imparare ad essere fratelli e a dare peso a quella libertà che fa la differenza e vede persone e cose sotto un angolo di visuale diversa, la stessa che ha animato Gesù.

Sono passati decenni dal primo sogno di don Bosco. Secoli dalle idee santamente bizzarre di Filippo Neri. Un intero mondo è tramontato e nuove sfide vengono consegnate non a questo o a quell’educatore, ma alla chiesa stessa, al senso del suo esserci e alla sua profezia. Non esiste più il “mio solo oratorio”, onnipotente e monopolistico; abbiamo il compito di riscoprire le alleanze possibili e sostanziarle di respiri ecclesiali, per servire di più e meglio un mondo giovanile che nel frattempo qui ci sta sfuggendo, là diventa rarefatto, un poco ovunque è in bilico, tra fragilità, attese e indifferenze. Il quarto discorso di Matteo ci provoca così: ad essere veramente prossimi gli uni agli altri, ad imparare le regole della fraternità che cambia il mondo; questione certo di adulti, ma provocazione grande per tutti, anche per i più piccoli; per chi in Oratorio fa sport o catechismo, viene a giocare o al grest in giugno… ed ha il diritto di ritrovare quell’umanesimo, accanto al dovere di non scambiare l’oratorio per un ambiente neutro che esiste solo per supplenza o servizi… dovuti.

Chiunque accetta la sfida di costruire con il Vangelo rapporti fraterni e liberi, è un Oratoriano e contribuisce a sognare… Quello che Dio sogna.

Il logo 2019-2020: per ricordarci l’essenziale 

L’Oratorio è innanzitutto uno stile, poi è anche un luogo, uno spazio e un tempo. È un “qui e ora”. È nato come un cortile semplice, all’ombra del campanile. Si è popolato dei volti della comunità (i don, i genitori, i giovani e i ragazzi, i catechisti e le suore, gli adolescenti e gli educatori sportivi, l’acr e gli scout…); accoglie i più giovani e li invita ad entrare e uscire, incontrare figure di riferimento, età diverse, coltivare talenti e desideri di bene, sperimentare il Vangelo. Tutti i giorni riapre una porta, un portone, un cancello… Spalanca il suo cortile, le sue finestre e fa affacciare i volti che lo rendono vero, scrive e riscrive parole e gesti di bene, innaffia con l’acqua della presenza educativa la speranza dell’umano. E così facendo, si mette a servizio del sogno di Dio: la fraternità tra uomini e donne piccoli e grandi, animata dalla fede della comunità cristiana. E lo fa con un pallone, un ping pong, la catechesi, la preghiera, la gita e il grest, il ritiro e il campo invernale, le chiacchiere con il don o una cioccolata calda che si trasforma in granita con il caldo estivo….

Scelte annuali per dare cuore e gambe alle idee

  • la scuola per l’accompagnamento vocazionale
    In due passaggi (venerdì 28 e sabato 29 febbraio; venerdì 22 e sabato 23 maggio 2020) verrà attivata una proposta di approfondimento e formazione all’accompagnamento spirituale dei giovani, aperto a preti, consacrati/e e laici. Daremo così corpo alla terza indicazione della lettera pastorale post sinodale “Gesù per le strade”.
  • la formazione degli educatori di Oratorio (giovani e adulti, volontari e professionisti). Continua e si intensifica l’attività formativa di quanti, a vario titolo, operano nei nostri Oratori: il gruppo “Giovani insieme”, gli educatori volontari e professionali, quanti sono attivati per i Grest o per progetti più ampi, di carattere locale o zonale. Il tutto in risposta a specifiche analisi condotte con le zone e le unità pastorali.
  • il percorso del Cortile dei sogni: sarà una attenzione prioritaria del prossimo anno su cui chiediamo tutti convergano. Ci consentirà di metter mano alla seconda consegna della lettera pastorale post sinodale sul “ripensamento” degli Oratori in diocesi, secondo una prima chiave di lettura: alleanze. Avverrà in tre tappe: una locale, una zona ed infine un momento diocesano. Segnate in calendario!

Il cammino… che continua

Trovate nella guida ai percorsi di pastorale giovanile i riferimenti ai percorsi, agli strumenti e agli eventi dedicati alle fasce d’età e ai grandi temi della pastorale giovanile, con alcune novità di cui tener conto!

I materiali per il nuovo anno oratoriano

Ecco tutti i materiali del nuovo anno oratoriano:

È possibile ritirare in Focr la locandina dell’anno oratoriano misure 70x100. Su prenotazione è disponibile anche il banner in pvc con borchie (misure 220x80) con la grafica dell’anno oratoriano 2019-2020 al costo di € 110,00 Iva compresa.

 

I sussidi per il nuovo anno oratoriano

Il sussidio catechesi-cultura per i GIOVANI – Voce del Verbo 

Da alcuni anni la Federazione Oratori propone alcuni moduli formativi per i giovani 20-30enni, come declinazione dell’anno oratoriano per una fascia d’età particolare. Il taglio anche quest’anno è di tipo culturale e sollecita chi sta pensando un percorso, a programmare alcuni incontri curati nella forma, nella comunicazione e negli obiettivi, e a farsi aiutare da un ventaglio di risorse che possono essere combinate in base alle energie a disposizione. I moduli di cui si compone Voce del Verbo, sono smontabili e rimontabili in base alle scelte locali. Scarica qui il sussidio giovani

 

Il sussidio ADOLESCENTI – Davvero fratelli

Lo strumento sostiene le scelte dei catechisti di un gruppo adolescenti, mentre programma il proprio percorso. Accompagnare adolescenti a livello formativo non è un compito facile, ma è un servizio estremamente prezioso per una comunità perché ha la possibilità di mettere delle persone adulte nella fede al fianco di giovani che stanno crescendo. Il tema del sussidio è ispirato all’anno oratoriano e offre una struttura flessibile che può essere rivista e riprogettata sulla base delle esigenze locali. Nella consapevolezza che lo strumento suona bene nelle mani di un buon musicista, la speranza è che possa essere utile alla vostra programmazione. Scarica qui il sussidio adolescenti

 

Il sussidio PREADOLESCENTI – APPerò

In forte collaborazione con l’Ufficio catechistico e quello per la Famiglia, APPerò è il sussidio dedicato alla programmazione della mistagogia che accompagna i ragazzi dell’iniziazione cristiana verso l’adolescenza. Si tratta di una mediazione dell’anno oratoriano, presuppone il volume 6 del progetto di Iniziazione della Diocesi di Cremona e si offre come strumento più pratico di confronto e costruzione per i catechisti e gli educatori dell’Oratorio. Una sezione è dedicata anche all’accompagnamento degli adulti e delle famiglie, secondo focus dell’attenzione mistagogica. Si può utilizzare secondo le esigenze locali con una opportuna progettazione. Scarica il sussidio per i ragazzi.

 

 

Ecco il video di presentazione del nuovo anno pastorale 2019 – 2020

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