I santi che già sono giunti alla presenza di Dio

 mantengono con noi legami d’amore e di comunione.

Possiamo dire che «siamo circondati, condotti e guidati dagli amici di Dio.

Non devo portare da solo ciò che in realtà non potrei mai portare da solo.

La schiera dei santi di Dio mi protegge, mi sostiene e mi porta. 

Francesco, Gaudete et Exultate, n. 4

Il 1 novembre in tutto il mondo si vive una giornata luminosa. Protagonista è la memoria grata per quanti, in ogni spazio e in ogni tempo, hanno dato volto concreto al bene, al Vangelo e alla dedizione per il Signore e i fratelli. Ma quanti sono i santi? Talmente tanti che non basta un calendario nemmeno se i santi sono… in doppia fila! Perché non fare spazio anche negli Oratori a questa coscienza?

Ecco qui di seguito alcune idee che nella forma di altrettanti spunti possono essere sviluppate e rilanciate negli Oratori dove il bene e il Vangelo… sono di casa.

Ovviamente ogni idea va adeguata al contesto e può servire per innescare ben altro!

  • riproduciamo in grande il santo patrono dell’Oratorio e/o della comunità cristiana  e approfittiamo delle giornate attorno al 1 novembre per diffonderne la biografia, in forma semplicemente narrativa…
  • “invadiamo” i gruppi di catechesi con immagini dei Santi (scene della loro vita, momenti importanti del loro cammino di conversione e bene..), oppure chiediamo a ciascun ragazzo di cercare informazioni e/o immagini del Santo di cui si porta il nome, per realizzare un grande collage da collocare in Oratorio nei giorni attorno al 1 novembre….
  • organizziamo una serata a tema (qualche Oratorio da anni si inventa cose molto belle!) in cui ad es. ad ogni partecipante sia assegnato un santo da raccontare in poche battute, magari con una preghiera finale ispirata alla luce e alla bellezza del bene; oppure ancora una serata in cui ci si “colleghi” con un telegiornale un poco speciale (preparato per tempo, anche registrato) dagli animatori e giocato tutto su notizie di bene che passano attraverso i Santi conosciuti e gli stili più quotidiani del vivere. Diversi oratori vivono l’esperienza delle serate medie preado o altri appuntamenti simili: perché non caratterizzarne uno con questo taglio?
  • prendiamo in considerazione e adattiamo con libertà lo schema laboratoriale qui di sotto riportato: Santi loro… Santi noi? Si tratta di uno schema pensato per i preadolescenti e che suppone un modulo catechistico ed una celebrazione.

1. Obiettivo

Riconsiderare alla luce delle diverse storie di santità la chiamata di ciascuno alla vita buona del Vangelo, coglierne i risvolti quotidiani e farne oggetto di celebrazione.

2. Idea pedagogica

Si immagina di lavorare con i preadolescenti sulla figura della santità cristiana, intesa come fedeltà al Vangelo nella concreta condizione storica in cui nasce e si sviluppa questa o quella biografia. Il percorso suppone l’accostamento di alcune figure di santità, possibilmente distinte per contesto culturale e per modalità espressiva: santi della carità o dell’educazione, giovanissimi più che adulti, appartenenti ad una cronologia recente. È bene prestare attenzione alla scelta dei volti biografici, a partire dalle inclinazioni del gruppo/singoli e sulla base delle caratteristiche psicologico-spirituali dei preadolescenti. L’insistenza sul doppio canale della esemplarità (i santi come incarnazione di un bene che si fa modello nella forma del “come”) e della concretezza storica (la narrazione di vite, eventi e contesti) può aiutare ad abitare con coerenza una proposta per i preadolescenti. Il cammino qui solo indicato può modularsi a piacere e avvalersi soprattutto di riferimenti alla storia locale. In una visione più ampia di pastorale dei preadolescenti l’idea può presentarsi nella forma di un modulo di attività che culminerà nella notte dei Santi, con la proposta di una festa di animazione a tema e di una veglia.

3. Elementi laboratoriali

♦ individuare tempi e modi della proposta;

♦ focalizzare quali biografie di santi poter proporre e con quali strumenti (racconto, spezzoni cinematografici, immagini, testi di preghiera…);

♦ assegnare ai ragazzi (singoli o in formazione)  l’analisi dei personaggi e l’individuazione dei rispettivi tratti salienti secondo una griglia di domande (ad es. quali tratti del santo/a assomigliano a brani evangelici che conoscete?);

♦ stimolare ad un tentativo di attualizzazione (oggi quali tratti sono ancora attuali? Dove? Quelli che Francesco chiama I santi della porta accanto…);

♦ creare un contesto di confronto e narrazione dove ogni ricerca sia condivisa con il gruppo;

♦ stimolare i ragazzi a leggere le condizioni di ripresentazione delle virtù dei santi nella comunità e nell’esperienza concreta del gruppo, individuando se possibile qualche azione/esperienza percorribile (un gesto di carità, una disponibilità al servizio, una proposta di preghiera…);

♦ costruire con i ragazzi una veglia di preghiera da collocare nella vigilia dei Santi e a cui invitare la comunità.

4. Attivazione liturgica

La costruzione della veglia terrà presenti alcuni elementi-chiave: la semplicità, la cura, il coinvolgimento di tutti. Dovranno essere custoditi il tempo e il luogo della celebrazione, come pure la modalità di attuazione, il meno didascalica possibile in ragione della veridicità del simbolico. Questi alcuni elementi da elaborare e valorizzare:

a)  individuare un segno espressivo che i ragazzi ritengono ricavabile dalla biografia del santo, e introdurlo nello schema della veglia.

b)  Costruire su quel segno un piccolo rendimento di grazie secondo una triplice scansione che si può condividere con i ragazzi in forma estremamente semplice:

                ⇒ la memoria storica (“In San N. abbiamo visto…”) che recupera la biografia del santo;

                ⇒ l’importanza di un gesto (“nella sua storia i suo gesti hanno significato…”);

                ⇒ la gratitudine e la sua motivazione (“Ti rendiamo grazie perché anche noi oggi…”).

c) Coinvolgere altri codici espressivi quali l’incenso, la luce: e spaziali, quali alcuni luoghi significativi ad es. della chiesa (altari laterali, cripta, statue o quadri…), il muoversi processionalmente da un luogo all’altro, il valorizzare ad es. il fonte battesimale o la zona del presbiterio.

d) Mantenere il dialogo tra proposta dei ragazzi e compito di presidenza (che ha la funzione di raccogliere, assumere, presentare a nome di tutti per mandato cristologico).

e) Conservare un saggio equilibrio tra parola, gesto e silenzio, non dimenticando che ogni celebrazione non è semplicisticamente l’esito di un lavoro teorico, ma fa parte del tirocinio simbolico cui si inizia i ragazzi.

5. Schema (da adattare)

a)  Inizio della celebrazione in un luogo della chiesa (ad es. il fonte battesimale).

Breve monizione di accoglienza.

C.:

Ci siamo riuniti in questo luogo per iniziare, o meglio continuare, un viaggio. Stasera sarà qui, in questa chiesa, ma in realtà è il viaggio della nostra vita. Anche il nostro viaggio ha avuto un inizio: è il nostro nascere alla vita grazie ad una madre e ad un padre, ma anche un rinascere alla vita nuova nell’acqua del  Battesimo. Come Gesù al Giordano, anche noi siamo chiamati da Dio a vivere una vita santa, bella, capace di generare luce e bene. Non siamo soli. Apparteniamo alla Chiesa che è nostra madre e possiamo contare sulla presenza di tanti nostri fratelli che ci precedono e ci accompagnano con la luce  della loro esistenza: i Santi. In questa serata che precede la loro festa [la festa del nostro Santo Patrono N.] ci sintonizziamo con la loro vita, la loro fede, il loro esempio.

Rendimento di grazie del celebrante

C.:

O Padre, dall’acqua e dalla luce della Pasqua il tuo Spirito ci ha chiamati alla vita nuova. Ti rendiamo grazie perché anche su di noi hai uno sguardo di amore e di benevolenza. Ti lodiamo per il Vangelo che ci ha raggiunti, annuncio della tua salvezza. Ti celebriamo per la comunione con il Signore Gesù, nostro fratello e amico. Ti benediciamo per la bellezza che poni lungo la  nostra strada. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

aspersione e diffusione della luce a tutti.

C.:

Benedici, Signore, nel segno di quest’acqua i nostri passi sulle strade della vita, perché rinnovati dal tuo Spirito non soffriamo mai la sete di te. Per Cristo nostro Signore.

         Segue il segno dell’aspersione – si può accompagnare da un canto/musica

C.:

Illumina, Signore, con la luce della tua Pasqua la vita di questa nostra comunità, perché non cammini nelle tenebre, ma sappia vedere e scegliere la santità del tuo Vangelo. Per Cristo nostro Signore.

Segue il segno della luce attinta al cero pasquale – si può accompagnare da un canto/musica

b) Movimento verso i luoghi della chiesa con altari o immagini di santi; in ogni luogo un tavolino sul quale poter evidenziare il segno e un cero che i ragazzi possono accendere. Qui si farà anche il rendimento di grazie elaborato dai ragazzi.

c) Momento conclusivo all’altare: chi celebra apre la preghiera dell’assemblea e può invitare a preghiere spontanee, chiudendo con una orazione, la benedizione e il canto.

Orazione finale

C.:

O Padre, questa sera ci hai illuminati con la vita dei tuoi santi, in cui si rispecchia la forza libera del tuo Spirito. Ci hai assicurato il tuo amore nel segno di un’acqua viva che ci disseta. Sostieni la nostra comunità, perché non si stanchi mai di cercare il bene e viva secondo le tue promesse. Per Cristo nostro Signore.

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