In rete con la scuola? Si può!

predisposto dall’Area Giovani l’iter per un dialogo costruttivo

tra Parrocchia e Scuola al tempo dell’emergenza sanitaria

 

 

 

L’orizzonte

Dalla fine del lockdown la domanda centrale è stata: come possiamo educare? Come possiamo incontrare ragazzi, adolescenti e giovani e riprendere il filo, anche in presenza, di un cammino? Dentro la domanda si impacchettano tante dimensioni: quella sociale, quella oratoriana, quella associativa… e più in profondità la questione cruciale di un mondo adulto che non vuole rinunciare alla missione educativa e al sostegno del protagonismo dei giovani e giovanissimi, dei bisogni dei più piccoli, del senso di comunità.

L’estate è stata per molti versi un banco di prova, una “prima assoluta” dopo la decisione governativa di non riaprire le scuole e rinviare il ritorno sui banchi al nuovo anno scolastico. Regione Lombardia ha da poco ufficializzato il calendario scolastico e tutti si spera in un nuovo inizio in presenza, dalle classi dei più piccoli alle università. Come già sperimentato nei mesi estivi, anche la ripartenza della scuola invoca alleanze e disponibilità: lo stesso Governo, nella conferenza Stato-Regioni e nel piano scuola per la riapertura degli istituti scolastici, chiede che i territori si attivino con un lavoro di rete locale perché logistica, spazi, tempi, trasporti, costi e turnazioni… tutto è inedito e va ripensato, ma soprattutto risolto non nel pantano delle polemiche, ma nella linfa delle collaborazioni possibili.

 

La possibilità pastorale

In quest’ottica la Diocesi di Cremona, facendo eco alle indicazioni che i Vescovi lombardi hanno assunto nella riunione della conferenza episcopale degli scorsi 5-10 luglio, offre alle comunità parrocchiali alcuni strumenti per porsi con coraggio e libertà difronte anche al problema degli spazi e dei tempi scolastici: a sostegno delle scuole paritarie, ma anche degli istituti che sul territorio incrociano le famiglie e i giovanissimi delle nostre comunità. Ecco allora l’invito a cogliere l’occasione per rispondere ad eventuali richieste e favorire quel lavoro di rete che da mesi si invoca.

Nel rispetto delle norme e della identità di spazi che in via ordinaria sono a servizio delle attività pastorali.

Tre gli scenari immaginati: accesso ai cortili degli Oratori per attività outdoor e motoria, sintantoché le condizioni meteo lo consentiranno; impiego di saloni ampi per alcuni moduli didattici; uso di aule per gruppi-classi rimodulati. Il grado di complessità è ovviamente diverso. Occorre sempre discernere ciò che è possibile e utile: per una disponibilità che vorrebbe essere profetica ed intelligente, a servizio dei più giovani delle comunità locali.

 

Le attenzioni da avere

Ovviamente le difficoltà sono molte, innanzitutto a partire dal capitolo responsabilità che va istruito nella duplice direzione: del dirigente scolastico e del parroco. A questo proposito è stato realizzato un approfondimento giuridico importante. Anche la modalità di impiego delle strutture e la composizione non conflittuale del tempo-scuola con le attività istituzionali dell’Oratorio e della Parrocchia vanno precisate. Infine, la Parrocchia deve assicurarsi di possedere i requisiti di igiene e sicurezza secondo gli standard richiesti dal convenzionamento con gli istituti scolastici: in particolare il Documento valutazione rischi (che è possibile realizzare anche con la consulenza convenzionata Focr), le dovute certificazioni sugli impianti ed evitare di entrare nella disciplina delle locazioni. A questo proposito si suggerisce il comodato per uso parziale (vd. sotto).

Inoltre la Diocesi richiama questi punti:

. le Parrocchie che sottoscrivono comodato secondo le indicazioni diocesane e utilizzano la bozza qui sotto riportata, sono esentate dal seguire l’iter ordinario per la approvazione delle convenzioni.

. è fatti obbligo però alle Parrocchie di inviare copia dell’atto all’Economo diocesano, pena la decadenza dell’autorizzazione.

. è fatto altresì obbligo alle Parrocchie di sottoscrivere comodato solo dietro esenzione IMU da parte del Comune, stante lo spirito di collaborazione ed emergenza che anima l’iniziativa. [NOTA: dal 2020 la nuova disciplina IMU (L. 160/2019) prevede che gli immobili utilizzati per lo svolgimento di attività socialmente rilevanti (come quelle culturali, sportive, ricreative, didattiche, assistenziali, sanitarie, ricettive) sono esenti solo se utilizzati direttamente dal proprietario. Ciò significa che gli immobili concessi in comodato dalle parrocchie ad altri enti non commerciali sono soggetti ad IMU, compresi quelli che vengono richiesti dai Comuni per lo svolgimento delle attività scolastiche. Tuttavia, i Comuni possono evitare che la disponibilità delle parrocchie venga penalizzata: l’articolo 1, c. 777 della L. 160/2019, infatti, consente ai comuni di inserire nel proprio regolamento l’esenzione per gli immobili dati «in comodato gratuito al comune o ad altro ente territoriali, o ad ente non commerciale, esclusivamente per l’esercizio dei rispettivi scopi istituzionali o statutari» (c. 777, lett. e) ].

 

I materiali

È a disposizione un modello di comodato gratuito che va rispettato nell’impianto e adattato a bisogni e scelte locali, sulla base delle richieste dell’Istituto ritenute percorribili dalla Parrocchia, e poi registrato a carico della scuola. Il comodato così concepito evita il terreno complesso delle fittanze. Si raccomanda di predisporre, aggiornare o comunque avere tra mano il DVR (documento di valutazione rischi) e la regolarità impiantistica. Per la consulenza e la istruzione del documento valutazioni, si ricorda che Focr ha in essere una risorsa convenzionata. Scaricate qui il testo della Bozza comodato uso parziale PARROCCHIA-ISTITUTO CR. Copia del comodato va inoltrata all’Economo: economo@diocesidicremona.it.

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