Ad occhi aperti

“Cielo e terra passeranno, le mie parole non passeranno”

 

le proposte per l’anno oratoriano 2020-2021

 

 

1. L’orizzonte

Ci addentreremo con la Diocesi in due attenzioni generali: la prima – nei mesi di settembre-novembre – dedicata all’ascolto e alla rielaborazione dei vissuti, guidati dalla Parola; la seconda, con l’Avvento 2020, giocata sul quinto discorso di Matteo, quello escatologico (Mt 24-25). Il Vangelo chiede di attendere il ritorno glorioso del Signore dentro le cose di questa storia; dentro la cura, il lavoro, una giustizia da difendere, una speranza da costruire, una carità sempre urgente. Perché il cristianesimo si fonda per sua stessa natura su di una riserva escatologica che lo caratterizza e lo orienta; vive il già e il non ancora, il qui e oltre, l’oggi e il domani. E da questa logica si fa come attrarre, rigenerare costantemente: accetta di vivere in penultimo, lasciando l’ultimo e il definitivo nelle mani di Dio. Crede che la storia sia portatrice di un senso, di una direzione di marcia: il suo destino non è di rimanere chiusa in se stessa, ciclica, ripetitiva, sempre uguale a se stessa, ma quello di aprirsi alla novità, incontrare ed ospitare il Vangelo e la sua proposta di salvezza.

Matteo ricorda da subito i richiami di Gesù alla vigilanza che assumono così una duplice valenza: ricordano ai discepoli di saper guardare oltre, di non chiudersi in sguardi troppo ristretti o implosivi; ricordano agli stessi discepoli, contemporaneamente, di saper guardare con attenzione ai particolari di questa storia, dato che già qui ed ora emergono i segni del regno, il suo germe e il suo inizio, e al credente, o meglio alla comunità dei credenti, è chiesto di saper vedere ciò che non per forza è macroscopico, prepotente e disperante.

Ecco allora l’invito a ben guardare i frutti dell’albero, i suoi primi germogli, senza legare il cuore alle architetture apparentemente eterne del tempio e alle sue bellezze; ed ecco la sfida della cura per l’ultimo, apparentemente scartato dalla storia dei potenti, perché nella sua vicenda periferica si nasconde il Cristo. Fragilità e forza, limite e promessa di vita si mescolano, come drammaticamente è stato fatto emergere dalla crisi sanitaria degli ultimi mesi. Ora le comunità cristiane sono invitate a rielaborare un pensiero di vita sulle esperienze vissute: alla luce della Parola e delle storie che si sono prepotentemente distanziate, intrecciate, spezzate. Ed è ora di riprendere con libertà e coscienza le fila della relazione educativa, il più possibile prossima, corporea e presente: amando questa storia di vita proprio perché la si sa orientata, la si crede sospinta verso un di più di senso e di pienezza.

Ecco allora Ad occhi aperti: occhi puntati sull’obiettivo, ma non distratti nel cammino; occhi non sonnecchianti o sporchi, intorpiditi o miopi, ma ben capaci di vedere, osservare, cogliere e allenarsi al di più di senso che sta dentro le cose e dentro quelle stesse cose che Dio porta a maturazione.

Ecco allora un raccordo fecondo tra la fatica dei mesi scorsi, la ripresa davvero bella e convinta dell’estate Summerlife, un nuovo cammino che ci sta davanti. Anche se i contorni della ripresa non sono chiari né è risolta la questione pandemica.

 

 

2.  Le domande & le scelte

ad occhi aperti!

Terremo dunque gli occhi aperti! Su che cosa? Summerlife è stato una lotta contro il tempo ed un esperimento da rileggere; poiché la società si ricompattava, riuscendo non sempre a dare il meglio di sé, e agli Oratori era affidata una “prima inedita” ad apertura di scuole rinviata a settembre: che sapienza ne è scaturita? Che cosa ha significato chiudere gli oratori, riaprirli,  cercare di costruire una rete, ricompattare le forze, cercare di essere profetici?

La Diocesi si impegnerà in un trimestre di rielaborazione chiesto a tutte le comunità, da settembre alla festa di Cristo Re, tornando a valorizzare i vissuti alla luce della Parola: anche il mondo giovanile ed educativo andrà coinvolto, mentre cercheremo di riorganizzare e rilanciare (e non solo in termini di orari e spazi) la catechesi (vd. la Lettera ai presbiteri e catechisti dell’équipe catechistica diocesana proprio sulla ripresa dei percorsi) e le attività che caratterizzano la vita oratoriana.

Avremo modo di rilanciare il cortile dei sogni nell’orizzonte di una situazione inedita: non solo perché un processo è stato interrotto “sul più bello”, ma anche perché la situazione richiede oggi più che mai di rimettersi a pensare e condividere l’idea di Oratorio, con scelte coerenti alla logica educativa. Metteremo a disposizione gli orientamenti per il nuovo tratto di percorso sia locale che diocesano, appena dopo l’Assemblea Oratori del 14 settembre. Il percorso che riprenderemo, condurrà ancora ad un momento diocesano (fissato per il 23 aprile 2021) di rielaborazione, preceduto da un momento ancora parrocchiale ed uno zonale.

Anche la pastorale digitale, soprattutto indirizzata ai giovani, agli educatori e ai processi formativi, è stata una grande protagonista dei mesi scorsi ed ha portato con sé domande e provocazioni; e dunque va riconsiderata come non mai. Se ne parlerà approfonditamente nella formazione zonale di gennaio-febbraio proposta dall’Area Giovani e curata in collaborazione con Cremit di Cattolica e Consultori di ispirazione.

Guarda qui le linee essenziali presentate dall’incaricato diocesano d. Arienti.

 

Come di consueto, queste attenzioni verranno presentate e condivise all’Assemblea Oratori che è in calendario – salvo controindicazioni sanitarie – per lunedì 14 settembre dalle ore 18 presso il Seminario di Cremona, secondo il programma che si può scaricare qui: Invito Assemblea oratori 2020. Ricordiamo la necessità della prenotazione entro il 10 settembre presso la segreteria Focr. 

 

3. I materiali a disposizione

Ecco allora la rosa dei materiali orientativi: innanzitutto il messaggio del Vescovo Antonio (scarica qui il testo in formato Word da utilizzare) che saluta gli Oratoriani invitandoli ad abitare il senso di una proposta. Utilissima anche la Guida alla progettazione per l’anno 2020-2021 che presenta le note caratteristiche dell’anno, diversi materiali di riflessione, un focus sulla riprogettazione educativa e una sezione dedicata agli appuntamenti diocesani e alle risorse da poter mettere in campo. Da precisare che tutte le proposte sono ipotizzate al netto delle norme di contenimento pandemico: di volta in volta saranno confermate le condizioni di attivazione richieste.

Poi i consueti tre sussidi per fasce d’età:

 

E’ disponibile in formato editabile anche uno schema di Veglia di preghiera e mandato (adattabile alle circostanze locali) per la comunità educativa e gli operatori dell’Oratorio (qui il  testo Wordo il testo PDF) che si può utilizzare da subito, magari in coincidenza con le Settimane o Feste dell’Oratorio che andranno organizzate secondo le normative vigenti. Segnaliamo anche la disponibilità (a breve) di schemi per incontri di catechesi per gruppi catecumenali (feste di accoglienza e primo incontro). Inoltre nei sabati 19, 26 settembre e 3 ottobre rispettivamente a Casalmaggiore (Oratorio Maffei), Castelverde (Oratorio Sacro Cuore) e S. Bassano il CSI cremonese propone tre sabati di incontro e festa “Sicuro che gioco!” per la ripresa dell’attenzione educativa sportiva.

 

 

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