DOMENICA 27 APRILE PREGHIERA DEL MATTINO

Pubblicato sabato 18 Gennaio 2025

PREGHIERA DEL MATTINO

(Le indicazioni che trovate sono nel caso si scelga di pregare in gruppo, ma la preghiera può essere anche fatta singolarmente)

Guida: O Dio vieni a salvarmi. 

Tutti: Signore vieni presto in mio aiuto.

Guida: Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.

Tutti: Come era nel principio… Amen.

Inno

Tutti: Sfolgora il sole di Pasqua,

risuona il cielo di canti,

esulta di gioia la terra.

Dagli abissi della morte

Cristo ascende vittorioso

insieme agli antichi padri.

Accanto al sepolcro vuoto

invano veglia il custode:

il Signore è risorto.

O Gesù, re immortale,

unisci alla tua vittoria

i rinati nel battesimo.

Irradia sulla tua Chiesa,

pegno d’amore e di pace,

la luce della tua Pasqua.

Sia gloria e onore a Cristo,

al Padre e al Santo Spirito

ora e nei secoli eterni. Amen.

Guida: Oggi è il giorno del Signore, la domenica. Giorno in cui sempre si ricorda e celebra la risurrezione di Cristo; a maggior ragione in questa seconda domenica di Pasqua. E’ anche la Domenica della Divina Misericordia, in cui ricordarci e ringraziare il Signore per il suo amore di misericordia per ciascuno di noi. Infine è la Domenica del nostro Giubileo, per noi Pellegrini di Speranza. Sono tanti i motivi di ringraziare il Signore e di rendergli lode, cioè riconoscere la sua grandezza, bontà e bellezza. 

Lo facciamo con una preghiera ispirata al Salmo 62, alternandoci tra maschi e femmine.

Lettore: Cristo risorto ha illuminato il suo popolo,

redento dal suo sangue, alleluia.

Maschi: O Dio, tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco, *

di te ha sete l’anima mia,

ti desidero con tutto me stesso, *

come terra deserta, arida, senz’acqua.

Femmine: Così ti ho cercato nel tuo tempio, *

per contemplare la tua potenza e la tua gloria.

Poiché il dono del tuo amore vale più della vita, *

le mie labbra diranno la tua lode.

Maschi: Così ti benedirò finché io viva, *

nel tuo nome alzerò le mie mani.

Mi sazierò come ad un grande banchetto, *

e con voci di gioia ti loderà la mia bocca.

Femmine: Mi ricordo di te prima di addormentarmi, *

penso a te quando resto sveglio di notte,

tu sei stato il mio aiuto; *

esulto di gioia all’ombra delle tue ali.

Maschi: A te si stringe * l’anima mia.

La tua forza* mi sostiene.

Tutti: Gloria al Padre…

Tutti: Cristo risorto ha illuminato il suo popolo,

redento dal suo sangue, alleluia.

Dal Vangelo di Giovanni (Gv 2,1-11)

1 Il terzo giorno vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. 2Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. 3Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: “Non hanno vino”. 4E Gesù le rispose: “Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora”. 5Sua madre disse ai servitori: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela”.

6Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. 7E Gesù disse loro: “Riempite d’acqua le anfore”; e le riempirono fino all’orlo. 8Disse loro di nuovo: “Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto”. Ed essi gliene portarono. 9Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo 10e gli disse: “Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora”.

11Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

Per la riflessione

Continuiamo a leggere il Vangelo di Giovanni che ci sta accompagnando in questi giorni di pellegrinaggio giubilare. Gesù inaugura la sua vita pubblica non solo partecipando ad una festa, ma SALVANDO una festa con il miracolo del vino. E poi Gesù inizia il suo ministero operando una trasformazione: cambia l’acqua in vino. E infine usa il suo primo miracolo per offrire qualcosa di veramente buono e nuovo, come il vino di Cana. 

I discepoli che sono con lui prendono parte a quanto accade, e anche noi ne siamo parte: 

  • anche noi siamo invitati alla festa con il Signore, una festa senza fine: la vita eterna che è già iniziata per noi, con il nostro battesimo.
  • anche noi, come l’acqua, siamo chiamati a trasformarci, a diventare meglio di ciò che siamo già, ma abbiamo assoluto bisogno che ci aiuti il Signore, da soli non accadrà il miracolo.
  • Anche noi siamo chiamati a diventare, come il vino di Cana: buoni e nuovi.

Guida: Ringraziando il Signore per i suoi grandi doni che non ci meritiamo, sentendoci uniti alle nostre comunità a casa e ai nostri fratelli pellegrini incrociati in questi giorni a Roma, diciamo insieme: 

Tutti: Padre nostro

Guida: Dio di eterna misericordia, che con la Pasqua ravvivi la fede del tuo popolo, accresci in noi la grazia che ci hai dato, perché tutti comprendiamo l’inestimabile ricchezza del battesimo che ci ha purificati, 

dello Spirito che ci ha rigenerati, 

del sangue che ci ha redenti. 

Per il nostro Signore Gesù Cristo.​    

Tutti: Amen.

Per continuare a riflettere…Dio vuole per noi il meglio, ci vuole felici. Non si pone limiti e non ci chiede interessi. Nel segno di Gesù non c’è spazio per secondi fini, per pretese verso gli sposi. No, la gioia che Gesù lascia nel cuore è piena e disinteressata. Non è mai annacquata! Con quali segni, discreti e premurosi, mi ha fatto sentire la sua tenerezza? Quando io ho sentito più vicino il Signore, quando ho sentito la sua tenerezza, la sua compassione? Ognuno di noi nella sua storia ha di questi momenti. Andiamo a cercare quei segni, facciamo memoria! (Papa Francesco, 16 gennaio 2022)

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