Cre- Grest – Le indicazioni diocesane
Premessa
Il Cre-Grest per la nostra Diocesi è un’occasione pastorale che offre innanzitutto l’opportunità di condividere con i bambini, i ragazzi e gli adolescenti che ne sono i protagonisti un’esperienza bella e coinvolgente, per vivere da fratelli come ci ha insegnato Gesù.
Il Cre-Grest coinvolge attivamente anche le famiglie dei ragazzi che vi prendono parte e, in senso lato, tutta la comunità che è chiamata a sceglierlo come strumento educativo e di annuncio della fede. La comunità cristiana adulta è la titolare della proposta del Cre-Grest, è chiamata ad essere corresponsabile e a garantire la bontà di quanto viene offerto alle famiglie.
Il Cre-Grest intercetta anche un bisogno sociale di accudimento dei più piccoli nel tempo delle vacanze e si può collocare nel numero delle azioni di carità concreta che la comunità cristiana offre a tutte le famiglie, non solo cristiane.
Questo documento nasce dalla richiesta esplicita di qualcuno impegnato generosamente nella Pastorale Giovanile parrocchiale e dalla condivisione con quanti hanno potuto partecipare all’incontro del 19 settembre 2024 in Seminario promosso da Focr.
Vengono offerte alla Diocesi alcune indicazioni per lo svolgimento dell’attività del Cre-Grest. Certamente il riferimento primo è il buon senso e la responsabilità adulta nell’azione educativa, oltre alla lunga e preziosa tradizione oratoriana di cui il Cre-Grest è un’espressione tra le più vistose. Non si tratta di norme nuove, ma di un elenco di punti fermi a cui fare riferimento.
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La responsabilità organizzativa ed educativa sia condivisa con un gruppo di adulti e giovani appartenenti alla comunità cristiana, affinché sia evidente che l’attività con i ragazzi è un’attenzione educativa della comunità e non del solo prete. Gli eventuali educatori retribuiti facciano riferimento a questo gruppo di responsabili per ricevere da loro un mandato preciso (cosa devono fare?), per condividere le scelte educative di fondo e per una verifica a fine attività.
Difficilmente sarà possibile individuare persone disponibili alla presenza durante tutto l’orario di attività, ma è immaginabile distinguere la conduzione delle attività (magari affidata al coordinamento dell’educatore retribuito o degli animatori più esperti) dall’impostazione e responsabilità educativa che possono essere assunte anche da chi può offrire una presenza parziale.
Si faccia attenzione al rispetto dei rispettivi ruoli per sostenere e non mortificare l’impegno di tutti, adolescenti e giovani innanzitutto.
L’organizzazione del Cre-Grest sia preceduta da alcuni incontri di formazione per il gruppo animatori. Possono essere un’ottima esperienza di proposta e stimolo alla vocazione educativa, al servizio, a una vita spesa per la comunità, anticamera di più generosi percorsi vocazionali. Nel progetto educativo del Cre-Grest che ogni anno viene predisposto da ODL (Oratori Diocesi Lombarde) è sempre presente materiale dedicato a questo prezioso lavoro previo. Preparare il Cre-Grest con gli animatori comporterà dunque tre fasi di lavoro:
a. un percorso di formazione sull’essere animatori,
b. l’approfondimento del tema proposto annualmente,
c. la definizione del programma e delle attività.
La formazione per gli animatori è necessaria e sia un’occasione di incontro e relazione con loro e di cura delle relazioni all’interno del gruppo, non ci si limiti soltanto ad una formazione funzionale al servizio che svolgeranno.
Si ricorda la necessità di educare e formare gli animatori alla tutela dei bambini che sono loro affidati, chiedendo ed educando la loro responsabilità e serietà.
Uno strumento a disposizione è il decalogo “Fare bene il bene” disponibile in Focr.
Sfruttando i materiali offerti ogni anno dal progetto regionale si cerchi di rendere il Cre-Grest un’occasione preziosa di proposta di contenuto catechistico, culturale, esperienziale e non sia soltanto svago o accudimento di minori.
La proposta di fede nel Cre-Grest non sia limitata al momento della preghiera, ma siano previste altre occasioni che il tanto tempo a disposizione può offrire, sempre tenendo conto del contesto gioioso e giocoso in cui si collocano. Per esempio, celebrazioni, lettura del Vangelo della domenica, preparazione della liturgia domenicale, attività a tema a partire da un aspetto della nostra fede, lavori manuali, laboratori espressivi e giochi possono diventare strumenti per l’annuncio della fede, il tutto all’interno di un’esperienza complessiva coinvolgente e bella che il Cre-Grest sa essere.
Il materiale che viene predisposto da ODL, attraverso un percorso di condivisione tra tutte le diocesi di Lombardia è proposto per l’uso di tutte le parrocchie della diocesi. Non si tratta di un riferimento vincolante, ma non va trascurato il valore aggiunto di un segno di condivisione con i Cre-Grest di tutta la regione, oltre all’utilità pratica di avere riferimenti comuni (musica, magliette e soprattutto il tema) nelle occasioni di incontro e festa interparrocchiali, zonali o a livello diocesano.
È necessario che i servizi offerti durante il Cre-Grest siano a norma di legge; per esempio, si abbia cura che il servizio mensa rispetti le norme igienico sanitarie. Si riservi attenzione anche ai gonfiabili, ai palchi, agli impianti luce e gas, ai bagni, alle strutture in genere… La Focr è sempre a disposizione per offrire consulenza in merito.
È indispensabile che la parrocchia sia tutelata da un’assicurazione infortuni e responsabilità civile che copra tutti i partecipanti alle attività di Cre-Grest, anche svolte all’esterno dell’oratorio (attività in paese, gite, escursioni…).
Si possono chiedere informazioni e preventivi all’assicuratore di fiducia.
Che l’ingaggio di educatori retribuiti sia a norma di legge. La Focr può offrire consulenza. Qualora si decida di ingaggiare degli educatori retribuiti è importante precisare a loro il mandato e quindi definire il progetto del loro inserimento. Per questo è stata predisposta da Focr un’apposita scheda operativa reperibile qui: https://www.focr.it/animazione/grest/19202-2/
Si presti attenzione alla raccolta, alla conservazione e al trattamento dei dati personali. Siano rispettate le norme di tutela della privacy anche in merito alla conservazione e pubblicazione di immagini. Si faccia uso del modulo di iscrizione alle attività parrocchiali ufficiale distribuito da Focr (a partire dalle indicazioni dell’Osservatorio Giuridico Legislativo Regionale della Conferenza Episcopale Lombarda).
Il Cre-Grest resti una proposta pastorale e quindi non sia “appaltato” a gestori esterni come enti, associazioni o cooperative. La comunità cristiana deve rimanere la titolare della proposta ed essere responsabile delle scelte educative, dell’impostazione e dei contenuti. Fatto salvo questo criterio vincolante, è sempre possibile la collaborazione con altri soggetti non parrocchiali, come le amministrazioni e gli enti pubblici e privati con finalità educativa per l’organizzazione e la conduzione delle attività. Un’altra opportunità di trovare aiuto è ricorrere all’ingaggio di figure educative retribuite (vedi punto 8), ma sempre condividendo con loro la proposta educativa che la comunità cristiana sceglie di attuare.
In un periodo diverso dal Cre-Grest, senza confondere le due proposte, è possibile, se lo si ritiene opportuno, concedere gli spazi dell’oratorio per la realizzazione di un centro estivo da parte di altri soggetti (non è consentito chiamarlo Cre-Grest se non è fatto dalla parrocchia). In questi casi è necessario stipulare una convenzione scritta con l’ente gestore. Occorrerà valutare se il progetto educativo di tali attività è compatibile con l’ambiente che viene messo a disposizione in modo da non snaturare l’identità dell’oratorio. Sarà opportuno conservare la possibilità di utilizzo della struttura in alcuni momenti o giorni.
La presenza di bambini, adolescenti e famiglie non cattoliche è un dato di fatto che dà l’opportunità di valorizzare l’accoglienza come un valore e una scelta pastorale e non solo come situazione subita o tollerata. Sarà necessario riflettere e prendere delle decisioni in base alle condizioni specifiche di ogni territorio. Per questo qui non vengono date indicazioni, ma elencate alcune domande da cui possa prendere avvio una riflessione in base al contesto:
a. Come “raccontare” alle famiglie non cristiane il senso dell’esperienza del Cre-Grest che è espressione della carità cristiana e della vocazione educativa della comunità parrocchiale?
b. Come essere chiari nell’affermare che le attività dell’oratorio vogliono essere confessionali, ma che la proposta della vita buona del Vangelo, che si fa a tutti coloro che frequentano l’oratorio, non è esclusiva, non è escludente e soprattutto è una proposta buona per tutti, anche per chi non è cristiano?
c. Come gestire i bambini e gli animatori non cristiani durante i momenti di preghiera? Si evitino gli estremi opposti di usare la preghiera come ricatto: “se non volete pregare non potete venire al Cre-Grest!”. Oppure di dare adito a pensare che la preghiera sia una sorta di “tassa che devono pagare i cristiani” e che è condonata agli altri che possono rimanere in cortile a giocare senza nessuna sorveglianza. Occorre uno sforzo di creatività in più.
d. È opportuno proporre momenti di preghiera interreligiosi? Occorre essere prudenti e preparati!
e. Come includere nella proposta educativa anche gli animatori non cristiani? Non è scontato né ovvio che la comunità cristiana affidi una responsabilità educativa a qualcuno che non ne fa parte. È necessario chiarire a che titolo partecipano al gruppo animatori e con che ruolo.
L’inclusione della disabilità, per essere seria, richiede:
a. un confronto con le famiglie dei ragazzi ed eventualmente con chi li segue (educatore assistente alla persona, psicologo, assistente sociale…);
b. l’eventuale richiesta di supporto a figure educative competenti anche con la collaborazione del Comune; richiamando l’attenzione dell’amministrazione comunale, se necessario, ai suoi doveri nei confronti delle famiglie, non tanto dell’oratorio;
c. uno sforzo coraggioso di generosità da parte della comunità cristiana e del gruppo animatori, ma anche la consapevolezza dei limiti oggettivi alla disponibilità che si può offrire. A volte occorre riconoscere che il Cre-Grest non è l’ambiente più adatto per alcune persone con disabilità, o che esistono oratori che, pur desiderandolo, non sono ancora in grado di accogliere in sicurezza e in modo adeguato chi necessita di attenzioni molto specifiche. Certamente questo rifiuto di accoglienza si traduca in un impegno serio della comunità per attrezzarsi.
Si ribadisce che il Cre-Grest non è un format precostituito, ma uno strumento pastorale. Quindi ci si senta liberi rispetto alle forme della proposta (tutto il giorno, solo mezza giornata, con o senza mensa, con gite e piscine oppure no…), ma impegnàti e tenuti a cogliere l’opportunità pastorale di passare un po’ di tempo con i bambini della comunità, avere a che fare con le loro famiglie, animare l’oratorio con tanta vitalità positiva, vivere con gli adolescenti un’esperienza intensa di servizio gratificante, poter offrire un aiuto concreto e un servizio alle famiglie nell’accudimento dei figli.
Si abbia cura che il Cre-Grest non resti una proposta isolata durante l’anno. Il rapporto tra Pastorale Giovanile ordinaria e proposte estive sia il più virtuoso possibile: ci sia una proposta di cammino annuale anche per gli adolescenti (a livello parrocchiale o interparrocchiale/zonale), nella quale il Cre-Grest potrà fare da volano.
